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PATENTI NAUTICHE

Nuove patenti nautiche: come orientarsi tra D1 e D2.

Maurizio Verdi

La D1 introduce un percorso con limiti precisi di età, navigazione e motorizzazione. La D2 risponde a esigenze differenti: ecco cosa sapere prima di scegliere il percorso.

Cosa è cambiato

Il D.M. 133/2024 ha disciplinato le patenti di categoria D, articolate in D1 e D2. Non sostituiscono tutte le patenti precedenti: le categorie A, B e C restano riferimenti distinti, rispettivamente per le abilitazioni previste su natanti e imbarcazioni, sulle navi da diporto e per la direzione nautica nei casi stabiliti.

La D1 è un’abilitazione con un ambito delimitato; la D2 riguarda specifiche condizioni accertate sul piano medico. Non sono due gradini consecutivi dello stesso percorso. Per la D1, il decreto del 27 novembre 2024 disciplina corsi e prove; il decreto dirigenziale n. 199 del 22 aprile 2026 aggiorna le disposizioni operative, sostituendo il precedente n. 31/2026.

Prima di D1 e D2: le categorie A, B e C

La categoria A riguarda il comando e la condotta di natanti e imbarcazioni da diporto fino a 24 metri. Le abilitazioni si distinguono per navigazione entro 12 miglia o senza limiti dalla costa e possono essere limitate alle sole unità a motore.

La categoria B abilita al comando delle navi da diporto, cioè delle unità di lunghezza superiore a 24 metri, e comprende anche la conduzione delle unità di dimensioni inferiori.

La categoria C riguarda la direzione nautica di natanti e imbarcazioni nei casi previsti per persone con determinate condizioni fisiche. La direzione nautica comprende le decisioni di comando; a bordo è necessaria una persona maggiorenne in grado di svolgere le funzioni manuali richieste. Le prescrizioni dell’abilitazione definiscono le condizioni da rispettare.

D1: età, distanza e orari

La D1 può essere conseguita dai 16 anni, con i requisiti previsti. Consente la navigazione esclusivamente diurna, in acque interne oppure entro 6 miglia dalla costa in mare, su unità fino a 12 metri di lunghezza dello scafo. Per le moto d’acqua il limite è un miglio dalla costa.

Chi non ha ancora compiuto 18 anni può condurre soltanto natanti e moto d’acqua: il limite generale dei 12 metri non autorizza quindi un sedicenne a condurre un’imbarcazione. Prima di programmare un’uscita occorre considerare insieme età del conducente, caratteristiche dell’unità e percorso.

Il limite di potenza non è l’unico

La motorizzazione deve rientrare nel limite di 85 kW, pari a 115,6 CV, ma anche nei limiti di cilindrata previsti per il relativo tipo di motore. Contano alimentazione, numero di tempi, collocazione entro o fuoribordo e sovralimentazione. Per esempio, il limite è 2.400 cm³ per un fuoribordo quattro tempi non sovralimentato e 1.500 cm³ per un fuoribordo quattro tempi sovralimentato.

Non è sufficiente leggere i cavalli nell’annuncio di vendita. Occorre confrontare i documenti del motore con tutte le condizioni dell’articolo 27-bis del regolamento. Anche per le moto d’acqua esistono limiti di cilindrata specifici. Quando l’unità supera i limiti D1, occorre valutare l’abilitazione appropriata.

Come si svolge il percorso

Il percorso previsto presso le scuole nautiche comprende almeno cinque ore di formazione teorica e cinque ore di esercitazioni pratiche individuali, oltre alla prova finale prevista. Le ore di pratica servono a sviluppare capacità effettive; la D1 non va presentata come una patente ottenibile senza preparazione o verifiche.

Le modalità organizzative, i requisiti e gli adempimenti sono disciplinati dai decreti attuativi. Prima dell’iscrizione chiedi alla scuola il programma, il calendario, l’unità utilizzata e come si svolge la prova. Chi possiede già un’altra patente dovrebbe prima confrontarne l’ambito: la D1 non rappresenta necessariamente un’estensione utile.

D2: un percorso diverso

La D2 è collegata alle condizioni psicofisiche individuate dalla normativa e agli accertamenti sanitari previsti. L’abilitazione può contenere limitazioni specifiche: è quindi la valutazione individuale, insieme alle prescrizioni riportate sul documento, a definirne l’impiego. Non è una D1 più potente né una scorciatoia per superarne i limiti.

Fonti ufficiali

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